nu. 32 anno terzo¬ 1 novembre 2006 mensile online gratuito
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"L'utopia del colore" di Serena Barbisan


Al primo incontro con le opere di Serena Barbisan mi venne in mente una frase di Renato Barilli, a me particolarmente cara. Il critico nel 1975, riferendosi ad alcuni autori dell'informale italiano, scriveva:"far saltare quella crosta esteriore per consentire all'energia di prorompere liberamente".

A cura di Carlo Sala

Ponendo delle considerazioni sull'autrice di Montebelluna e fare un semplice rimando passatista sarebbe svilirne l'opera. Questo perché la pittrice sa infondere una profonda carica di originalità alle sue opere, mediante una pittura dal sapore astratto. Da un lato legata agli echi di Pollock e delle grandi scuole nate negli anni 50', dall'altro conferendo nuova linfa vitale, attualizzando la poetica alle istanze contemporanee.
Una ricerca che non mira ad un discorso incentrato sul reale, ma ad una trasposizione attraverso il colore delle sensazioni più profonde. Non vi sono riferimenti tangibili, ma stati emotivi impressi sulla tela. Un tradurre la propria emozionalità mediante la tecnica pittorica, che porta lo spettatore a sentire gli echi del vissuto dell'autrice. Una pittura gestuale, e di conseguenza legata ai moti interiori. Ma per questo non del tutto incidentale, perché derivante da una profonda stratificazione di attimi di vita quotidiana.
Un colore vibrante che domina la scena, dal forte impatto tonale. Un'energia sottesa, quasi a voler affermare un grande e intimo bisogno di libertà, per superare i confini imposti dal reale.


Quando hai sentito la "vocazione" della pittura?

Sembra che con le principesse e le bamboline che disegnavo alle elementari fosse già chiaro il mio "spiccato senso nell'accostamento e l'abbinamento dei colori. Ed emergeva un pizzico di stravaganza e originalità dalla scelta di abiti e accessori!
Alla classica domanda: "cosa farai da grande?",ho sempre risposto con fermezza "la pittrice". Ero alle scuole medie quando ero già convinta che dopo il liceo artistico mi sarei iscritta a Pittura all'Accademia di Belle Arti…e la mia professoressa di educazione artistica mi ha messo in dubbio per la mia impazienza su lavoretti decorativi e di precisione!

Lavori per cicli, in genere contraddistinti da differenti cromatismi. Come nasce una tua serie di lavori e perché ad un certo punto la senti esaurita?
Il mio lavoro si basa essenzialmente su un "invasivo trattamento" del colore allo scopo di farne emergere le svariate potenzialità.
Nel momento in cui io sento e vedo uno sforzo nella vibrazione di una di queste tonalità, oppure vivo la fatica di un accostamento, non posso che smettere. Perché sono i colori stessi a sentirsi esauriti e senza forza per proseguire.

Con quali criteri giudichi una tua opera? ne sei sempre soddisfatta?
Domanda pungente…
La forma di equilibrio che cerco nella mia vita è la stessa che cerco nelle mie opere. La difficoltà sta nel riuscire a trovarla. E credo sia naturale non raggiungerla sempre. La perfezione non esiste, ma ognuno usa le proprie armi e la propria forza per conseguirla. Io, come tutti, confido nell'esperienza, nel tempo che aiuta a crescere.

Quali artisti hanno influenzato i tuoi lavori? e a quali ti senti legata idealmente?
Sono sincera. Non mi capita di vedere spesso autori contemporanei in cui sento di potermi rispecchiare.
Sono molto legata alla figura di Jackson Pollock e all'Action Painting Americana. Se mi chiedi, se credo in Dio, vi risponderei "si, in Pollock ". Insieme a Scanavino è stato l'argomento della mia tesi in Pittura perché sento entrambi ancora molto vivi nel mio gesto, con il loro modo di agire diretto e condizionato dall'essere umano nelle sue forme più curiose o segrete.
La pittura di Pat Steir, conosciuta nel suo atelier di Chealsea a New York, mi ha colpito,per la scelta delle tonalità e per l'uso delle sgocciolature in un modo non aggressivo o pesante.

Quale valore conserva al giorno d'oggi una ricerca pittorica astratta? a tua giudizio ha ancora senso -come cerca di fare parte della critica- creare opposizione con le nuove linee figurative?
La verità a mio parere è molto triste.
La chiave di lettura di cui ha bisogno da sempre l'interlocutore è esattamente ciò che il pittore astrattista non vorrebbe dare. Perché contro i suoi principi più puri. Principi che spesso non vengono capiti, vengono fraintesi o manca semplicemente la volontà o l'esigenza di abbattere dei vincoli che la storia ci ha lasciato in eredità.
Apprezzo vecchie e nuove forme di arte figurativa, a volte anche molto di più di nuove sfrontate tecnologie, ma quello che sento dentro è un altro trasporto. E molto lontano.
Il problema di base credo resti la mancata fiducia da parte della gente del settore in nuove proposte, dopo la grande stagione dell'Informale europeo e Americano degli anni '50.

Ami particolarmente la musica, questo in un qual modo influisce sui tuoi lavori?..ricordo molti autori che hanno trasposto i ritmi sonori nella fluidità pittorica.
Io non concepirei un mondo senza musica. Perciò non la ritengo soltanto un sottofondo della vita o di storie, quali potrebbero essere quelle d'Amore.
La musica completa l'uomo fino al punto di poter sostituire il proprio compagno.
Il mio caso non è così estremo, ma mi capita di "ballare"non soltanto nei rock clubs ad occhi chiusi.
Mentre dipingo il silenzio m'inquieterebbe ed ascoltare musica (dalla rock, alla sperimentale all'elettronica, principalmente straniera), mi aiuta a non farmi intimidire dal vuoto totale della tela ancora vergine.
L'evocazione di un pensiero torna a Pollock e al suo gesto sinuoso a ritmo di jazz, musica di arrangiamento, quindi unica.

Hai un sogno artistico?
Ho ancora molti sogni da realizzare nella mia vita come artista e non solo.
Anche perché sono una persona molto sognatrice. Spesso vivo ancora di utopie e in diverse situazioni questo non risulta essere un punto a mio favore!
Non smetterò mai di credere in una mia futura personale a New York, è naturale.
Sarebbe l'apice del mio percorso,ma bruciare le tappe non è il mio scopo, perciò tempo al tempo!
Andare a vivere lì o a Berlino è da un po' di tempo il tarlo nella mia testa… Due metropoli agli antipodi che insieme mi darebbero tutto ciò che mi serve per vivere serenamente.

Una soddisfazione?
Riuscire a vivere soltanto di Pittura, dimostrando che l'Astrattismo non è morto con la fine dell'Informale.
Se riuscirò a farlo vivendo in un loft, appartamento/studio con soppalco, illuminato da enormi vetrate, con l'uomo della mia vita, avrò trovato la felicità!

Qualche progetto futuro?
Il prossimo evento di FondAir, progetto in cui credo molto, probabilmente a novembre ed altre partecipazioni.
Con il tempo vorrei trovare il modo di fondere la mia prima passione con la seconda, come assistente in uno studio fotografico, vivendo degli stimoli di cui ho bisogno.

Carlo Sala


Note Biografiche
Serena BarbisanSerena Barbisan (Montebelluna, Treviso, 1979) nel '98 consegue la maturità artistica presso il Liceo Artistico Statale di Treviso e a marzo 2004 il diploma in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia con i Proff. Martelli e Bendini, ex atelier di Finzi. Il 2003 la vede protagonista in veste di curatrice di "IstintivaMente?",un evento/mostra d'Arte contemporanea presso la Fondazione Villa Benzi Zecchini in provincia di Treviso. Vengono coinvolte diverse forme d'Arte quali la pittura, la poesia, la musica, la danza, il cinema, integrando il tutto ad incontri-conferenze.
Dal 2002 inizia il suo effettivo rapporto con le gallerie d'Arte, dalla C.30 Contemporary Art di Bologna alla PaciArte di Brescia. Quest'ultima, dopo averla fatta partecipare ad una collettiva insieme a maestri storicizzati quali E.Vedova,P.Jenkins,S.Francis,A.Warhol, ospita ha la sua prima personale nel febbraio 2005 e in seguito espone le sue opere ad Artefiere nazionali ed internazionali quali ArtePadova, ArtVerona, Riparte Roma,Scope Art London e Scope Art New York.
Nel 2004 prima di partire per il suo soggiorno a New York nel luglio 2004, le viene commissionata una decorazione interna alle pareti di tre interi piani di un'abitazione in zona Navigli a Milano, con la quale sperimenta la tecnica ad acrilico su muro.
Nello stesso anno fonda a Montebelluna (TV), con altri 5 giovani artisti il Collettivo e Spazio espositivo autogestito "FondAir_Arte Pe(n)sante", che in una casa privata anni '70, organizza circa due mostre/eventi annuali, che si esauriscono nel corso di una serata. Web: www.serenabarbisan.it



A cura di Carlo Sala

 

 

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